Gaza Nostra

Dei Lui e delle Lei costretti sotto lo stesso tetto. Fuori la guerra danza. Dentro scorre il tempo come se nulla fosse. Discorsi inutili, che riflettono la complessità dell’esistenza, si susseguono ininterrottamente con il sottofondo folcloristico della trincea. A cosa serve? Serve a far passare la vita.
Note di regia
Uno spaccato profondo della nostra storia contemporanea che mi ha portato a dare voce ad una forte domanda interiore: Quali macerie sono più profonde, quelle prodotte dalle bombe o quelle dall’indifferenza? E nel viaggio verso la risposta non posso fare altro di vedere che è il caos interiore che crea la guerra. Guerra che a sua volta porta la spersonalizzazione della dignità umana.
Fare teatro per me è una scelta di responsabilità verso il ruolo culturale che quest’arte ricopre nella società. Per questo non potevo stare ferma, non potevo tacere davanti allo smantellamento di tutti i diritti fondamentali dell’uomo. Non potevo permettere alla mia coscienza di bussare e dirmi: “E tu, cosa hai fatto?”. Io, voglio poter rispondere con fermezza alla mia coscienza che non ho preso parte a questo sterminio. Lo faccio con la cultura, perché se la cultura significa creare una coscienza civile, mi batterò con essa! Oggi, come ho fatto ieri e come sarà domani, sempre!
Così nasce “GAZA NOSTRA” che prende il suo impulso vitale dal mio amato e ricercato teatro dell’assurdo per collimare nella sublime arte di Pablo Picasso con la sua dirompente GUERNICA. E so che l’uomo ancora una volta domanderà:
“E’ lei che ha fatto questo orrore?”
“No, è opera vostra”
Lo spettacolo in immagini










Vuoi saperne di più su questo spettacolo?
Contattaci